Alzheimer e "Wondering": cos'è e come si affronta

 

Alzheimer e “Wandering”: cos’è e come lo si affronta

Il Wandering (vagabondaggio) è un comportamento abbastanza comune tra i malati di Alzheimer; alcuni girano per casa, altri cercano di uscire, altri ancora camminano di notte. Al contrario di quanto si pensi, il vagabondaggio non è quasi mai senza scopo, ma facilmente il malato dimentica dove sta andando o cosa doveva fare. Talvolta il malato gironzola finché non si trova lontano e si spaventa quando si accorge di essersi perso. Questa circostanza è indubbiamente tra le più preoccupanti.

Tenere d’occhio il malato in ogni momento della giornata è difficile, se non impossibile; pertanto uno dei modi migliori per evitare che il malato, vagabondando, si perda o tenti la fuga è prevenirlo, per quanto possibile, comprendendone le cause. Vi sono innumerevoli spiegazioni al vagabondaggio: la noia, lo sconforto, il disorientamento e i problemi di memoria.

  1. Le cause del wandering
  2. Come comportarsi in caso di wandering e fuga del malato di Alzheimer

 

1) Le cause del Wandering

Il Wandering – vagabondaggio – è uno dei comportamenti più comuni nella fase iniziale e intermedia della malattia: il malato è ancora fisicamente in salute, ma improvvisi e frequenti vuoti di memoria lo fanno precipitare in un ambiente sconosciuto, dove i familiari diventano estranei e la casa una prigione, una solitudine inaccettabile da cui evadere per tornare nell’unico spazio che la malattia non uccide: i ricordi lontani, la memoria della giovinezza, dell’infanzia.

Questo comportamento è sicuramente quello che causa più ansia tra chi assiste un malato di Alzheimer. La fuga, infatti, rappresenta una situazione grave e urgente. Cionondimeno, non tutte le persone affette da Alzheimer presentano questo comportamento; alcune addirittura provano timore all’idea di uscire da sole. In ogni caso bisogna prendere in considerazione il rischio che questo possa succedere e prevenire, per quanto possibile, questo comportamento. A tale scopo, bisogna innanzitutto chiedersi perché la persona desideri di uscire di casa:

  • è disorientata “nel tempo”; per esempio crede di doversi recare a lavoro, oppure andare a trovare la madre che, secondo lei, è malata.
  • è disorientata “nello spazio”; per esempio crede di non essere a casa e vuole tornare a casa “sua”, dove “sua” potrebbe indicare la dimora dell’infanzia;
  • si annoia e cerca qualcuno;
  • ha semplicemente bisogno di muoversi, di fare esercizio fisico;
  • si sente a disagio dove si trova, per esempio c’è troppo rumore, troppa gente o si sente sola;
  • cerca qualcosa, per esempio ha sete e vuole andare a prendere un bicchiere d’acqua.

 

2) Come comportarsi in caso di wandering e fuga

Il rischio maggiore è che la persona scappi di casa o che, vagabondando, si allontani da casa perdendosi. Sono facilmente intuibili e immaginabili le conseguenze tragiche che questo rischio porta con sé; per tale ragione bisogna fare il necessario per prevenirlo e occorre pianificare in anticipo ciò che è essenziale e prioritario.

  1. Prevenzione
  • Uscite ogni giorno con la persona per permetterle di prendere aria e muoversi;
  • Quando la persona sta per uscire di casa non ditele con tono minaccioso “Non andare lì!”, bensì ditele dolcemente“Vieni qui con me”. Eviterete in questo modo di utilizzare un linguaggio e un tono che provoca inutile frustrazione;
  • Se la persona esprime il desiderio di andarsene, non aggravate la situazione e non fatene un dramma. Rimanete calmi e chiedetele dove vuole andare. Per esempio, se pensa di dover andare a preparare da mangiare alla madre malata, parlatele della madre e fate riferimento al fatto che è una buona figlia, senza farla ricadere bruscamente nella situazione attuale. Approfittatene di ciò che vi dice per indurla a esprimere i ricordi e le emozioni guidandola allo stesso tempo dolcemente verso un'altra parte della casa, così da allontanarla dalla porta.
  • Se la persona insiste nel suo desiderio di uscire, offritevi di uscire con lei. Se non potete farlo subito promettetele di andare inseguito e nell’attesa cercate di distrarla invitandola ad aiutarvi in un lavoro che dovete fare prima di uscire con lei.
  1. Sistemazione dell’ambiente fisico
  • Nascondere dalla vista della persona cappotto, stivali o qualunque altro oggetto che vedendolo possa indurre a pensare di uscire di casa;
  • Tenete la porta chiusa a chiave o fatte installare una serratura che la persona non sarà in grado di manipolare da sola;
  • Fate installare un campanello di avviso quando qualcuno apre la porta;
  • Nascondere la porta dietro una tenda, così da farle dimenticare la presenza. Secondo le ricerche dell’esperienza clinica questo metodo si rivela spesso molto efficace.
  • Se possibile, fate recintare il cortile.
  1. La protezione della persona
  • Fate indossare permanentemente alla persona un braccialetto identificativo che non sia possibile togliere e fate inciderci il nome della persona, il suo stato (Alzheimer o, se preferite, disturbi della memoria), il vostro nome e numero telefonico. Assicuratevi comunque che la persona non sia in grado di togliere il braccialetto. Un bracciale è preferibile alla collana che si può togliere più facilmente. Alcuni fanno ricamare il nome, numero di telefono e diagnosi su piccole etichette di tessuto che vengono poi cucite sui vestiti. In questo caso è necessario badare a proteggere la dignità della persona facendo cucire queste etichette all'interno degli abiti e non alla vista di tutti.
  • Avvertite vicini, i negozianti sotto casa e i poliziotti di quartiere dello stato di salute della persona e date loro il vostro numero di telefono. Se non conoscono il vostro familiare, presentateglielo durante una passeggiata in quartiere;
  1. Preparazione di un piano di emergenza
  • In caso di fuga, preparate un “protocollo da seguire”. In una tale situazione infatti rischiate di essere troppo nervosi per riflettere a mente fredda. Per esempio, stilate un elenco di persone da avvertire: polizia, negoziante sotto casa, vicini, i figli, il pronto soccorso dell'ospedale nel quale qualcuno potrebbe portare il malato.
  1. In situazione di fuga
  • Cercate di mantenere la calma.
  • Ricordatevi dell’ora della scomparsa o del momento in cui ne avete preso atto; quando si è nervosi si rischia di valutare male il tempo trascorso;
  • Cercate in primo luogo in tutta la casa; alcuni arrivano a nascondersi negli armadi;
  • Controllate che non siano spariti certi articoli come chiavi, macchina, carte di credito;
  • Seguite senza indugi il vostro protocollo. Nel momento in cui vi rendete conto che il familiare se n'è andato e non lo trovate in nessun punto della casa, avvertite la polizia e i vicini. Cercate di ricordarvi come era vestito. Mentre gli altri cercano, rimanete a casa nel caso in cui il familiare torni da sé.
  1. Quando ritrovate la persona
  • Non fatene un dramma;
  • Non esprimete le vostre rimostranze;
  • Non chiedetegli perché è fuggita;
  • Se una persona passeggia senza apparire inquieta, ditele che siete felici di vederla, camminate con lei suggerendole di tornare a casa, proponete di andare a bere un caffè al bar e non precipitate le cose;
  • La persona alla fine accetterà di tornare a casa, ma non bisogna forzarla. Nonostante il vostro più che legittimo nervosismo il clima rimane sereno, il rientro sarà molto più facile.
  • Se invece nel momento in cui la trovate, la persona appare sconvolta cercate di rimanere calmi cercando di non comunicare paura e nervosismo. Avvicinatevi lentamente alla persona per non spaventarla e stabilite con lei un contatto visivo; evitate di toccarla subito perché potrebbe avvertire tale tocco come un’aggressione. Una volta stabilito il contatto visivo, toccatela dolcemente ma fermamente dicendole che capite quanto sta provando e rassicuratela dicendole che con voi al sicuro, che siete qui per aiutarla, ripetendo più volte la frase “Ora ci calmiamo”. Se vi trovate in presenza di un numero troppo elevato di persone o di un eccesso di rumore, portate il vostro familiare in un luogo tranquillo e restate con lui; solo quando la persona comincia a calmarsi cercate di distrarla proponendole di tornare a casa e fare un’attività che le piace. Infine, è importante non riparlare dell’episodio con lei.

Se il malato vive da solo, è importantissimo che familiari condividono assieme le responsabilità e i rischi. Occorrerà dunque discutere le misure da adottare per garantire la sicurezza. Se viene presa la decisione di assistere la persona rimanendo a casa, i familiari devono essere pronti a condividere la responsabilità in caso di fuga.

 

 

 

Bibliografia e sitografia

Gendron M., “Perché Alzheimer. Segni premonitori, sintomi, diagnosi, trattamento e prevenzione”, Il Punto di Incontro, Vicenza, 2010

https://peranziani.it/wandering-alzheimer-come-affrontarlo

https://www.villagecare.it/2016/06/wandering-nellalzheimer-perche-accade-reagire/