Sonnolenza diurna. Campanello d'allarme?

1) La pennichella: un toccasana per la salute nostro cervello

Alcuni ricercatori sostengono che dormire durante il giorno per carenza di sonno contribuisce ad aumentare ed accelerare la formazione delle placche amiloidi, che costituiscono una delle caratteristiche microscopiche principali della malattia di Alzheimer. Se nel corso della giornata dunque accade spesso di voler schiacciare un pisolino, si potrebbe essere a rischio di sviluppare l'Alzheimer.

Vanno però evitati inutili allarmismi. La pennichella di per sé non fa male alla salute del cervello, ma può influire negativamente sul progredire della malattia, quando la sonnolenza diurna è dettata dal bisogno di recuperare il sonno notturno. I neurologi infatti, sulla base dei numerosi studi condotti, ormai sono da tempo concordi nel sostenere che dormire un paio d'ore nel pomeriggio può aiutare a prevenire o quantomeno a rallentare l'insorgenza dell'Alzheimer. Durante il sonno infatti il cervello si ripulisce dai depositi di Beta-amiloide. Pertanto, se durante la giornata si aggiungono, oltre al riposo notturno, altri momenti di riposo per la materia grigia, non si fa altro che dare al cervello ulteriore tempo per disintossicarsi dall'accumulo delle proteine nocive. Si tratta quindi di un'abitudine per così dire virtuosa, ma solo se la notte si dorme bene.

2) Sonnolenza diurna e aumento della proteina beta-amiloide

È stato rilevato da diverse ricerche scientifiche che molte delle persone affette da Alzheimer hanno una cattiva qualità del sonno, in quanto tendono a svegliarsi spesso nel corso della notte, non riuscendo di conseguenza a godere appieno di una buona dormita rigenerante. Tuttavia, non è ancora chiaro se siano le placche amiloidi a causare l’interruzione del sonno o se viceversa dormire male e poco contribuisca alla loro formazione. L'Alzheimer infatti è una malattia complessa, di cui non si conoscono ancora con precisione le singole cause. Certamente i fattori genetici assumono un ruolo importante, tuttavia anche i processi biologici legati all'invecchiamento e le scorrette abitudini, ad esempio andare a letto tardi o svegliarsi molto presto, possono contribuire all'insorgere e all'accelerare della perdita di memoria.

Nello specifico però quanto la sonnolenza diurna, causata dal mancato o frammentato sonno notturno, può effettivamente influire nel processo degenerativo delle cellule cerebrali? A tal proposito è stato condotto uno studio per sette anni su 283 anziani ultrasettantenni che non presentavano segni di demenza senile. In coloro che lamentavano una frequente sonnolenza durante il giorno, è stato registrato un incremento più rapido e in maggiore quantità delle placche amiloidi man mano che il test proseguiva negli anni. Gli esami effettuati hanno inoltre registrato un maggiore accumulo di proteine in due aree del cervello tipicamente colpite dall'Alzheimer, ossia nella corteccia cingolata anteriore e posteriore. La sonnolenza diurna dunque pare non solo provocare un maggiore deposito di Beta-amiloide, ma ne influenza anche la velocità di accumulo nel tempo.

3) Dormire bene ci protegge dal rischio di Alzheimer?

Lo studio soprariportato ha voluto dimostrare quanto avere una buona qualità del sonno sia salutare per il cervello. Infatti poiché la formazione delle placche avviene decenni prima della comparsa dei sintomi di declino cognitivo, i ricercatori ammoniscono chi soffre di insonnia o altri disturbi simili di intervenire subito per risolvere tali problemi e, in generale, consigliano a tutti di adottare il prima possibile uno stile di vita e delle abitudini atti a preservare una buona qualità del sonno sin da giovani.

In conclusione quindi, può dirsi dimostrata la sussistenza di un’associazione tra la sonnolenza diurna e l’accumulo di placche di Beta-amiloide nel tessuto cerebrale, il principale indiziato nell’insorgenza del morbo di Alzheimer. Tuttavia, mentre la corretta alimentazione, l'esercizio fisico e l'attività cognitiva sono stati ampiamente riconosciuti come fattori potenzialmente utili per la prevenzione della malattia di Alzheimer, il sonno non è stato ancora assurto a tale status. La situazione però potrebbe cambiare, visti gli importanti risultati ottenuti dagli studi condotti a tal riguardo.

 

 

 

Sitografia:

  • https://www.panorama.it/news/scienza/alzheimer-perche-la-sonnolenza-diurna-e-un-campanello-dallarme/
  • https://it.wikipedia.org/wiki/Placche_senili
  • https://scienze.fanpage.it/alzheimer-chi-ha-spesso-sonno-di-giorno-rischia-tre-volte-di-piu-di-ammalarsi/