Tutto sull'Alzehimer

 

1) La demenza vascolare o multi-infartuale (MID)

È la seconda tipologia di demenza per diffusione ed è associata a scompensi nella perfusione di sangue nel cervello, causa di lesioni cerebrali multiple (lesioni ischemiche). L’insorgenza della malattia può essere improvvisa o preceduta da infarti che danneggiano aree cerebrali con una funzione specifica o essere la causa di sintomi associati alla demenza che possono essere confusi con l’Alzheimer. I sintomi di una demenza vascolare risultano molto diversi in base all’area del cervello colpita. Ad esempio, possono affiorare difficoltà nella deambulazione, nella comunicazione, attenzione e ragionamento, sbalzi d’umore e depressione, debolezza o addirittura crisi epilettiche. A differenza dell’Alzheimer, i problemi riguardanti la memoria possono NON essere il sintomo principale.

 2) La demenza frontotemporale

È una forma rara di demenza diffusa prevalentemente tra le persone di mezza età e intacca il lobo frontale e temporale del cervello. A seconda dell’area dove viene rilevato il danno cerebrale, questo tipo di demenza si classifica in:

- Demenza frontotemporale in senso stretto o Malattia di Pick, che si distingue per le alterazioni del comportamento: comportamenti ossessivi, disinibizione, disinibizione sessuale, ridotto autocontrollo, sfoghi emotivi eccessivi, irritabilità, agitazione, aggressività,  trascuratezza dell’igiene personale,   alterazioni del linguaggio: i pazienti affetti tendono a parlare di continuo dicendo cose imbarazzanti, smoderati nel bere e nel mangiare, hanno cambiamenti della personalità e diventano egocentrici: scarsamente empatici, mancano di tatto, irragionevoli, hanno difficoltà nel programmare, organizzare e discernere: mostrano scarsa concentrazione, distrazione, non fissano uno scopo, apatici, soffrono di manie di persecuzione, tendono a compiere azioni rischiose e a prendere decisioni avventate, compulsivi all’acquisto, avari e inconsapevoli della malattia di cui soffrono.

- Demenza semantica, presenta difficoltà nel riconoscere persone e oggetti e nel comprendere il linguaggio. Le persone che soffrono di questo tipo di demenza parlano, leggono e scrivono fluentemente e in maniera grammaticalmente corretta, ma non sanno più chiamare le cose con il loro nome, non afferrano il significato delle parole e non riconoscono più rumori e oggetti.

- Afasia primaria progressiva, la persona che ne è affetta ha difficoltà nel comunicare fluentemente o nel trovare le parole. Essi comprendono ciò che sentono o leggono, ma parlano a stento sgrammaticando, usando parole sbagliate, di solito in assonanza con quelle che vorrebbero dire, ed hanno ormai un vocabolario limitato.

3) La demenza a corpi di Lewy

È un tipo di demenza con analogie con l’Alzheimer e il Parkinson ed è caratterizzata dai progressivi deficit di attenzione e problemi all’apparato motorio, con insorgenza di allucinazioni e stato confusionale. Nello stadio iniziale la memoria è ancora ben conservata, ma da subito insorgono difficoltà nel programmare, nell’organizzare, nell’adattarsi e nel motivarsi.

4) La malattia di Alzheimer

La malattia di Alzheimer è uno dei tipi di demenza più diffusi, infatti colpisce circa il 5% delle persone con più di 60 anni e in Italia tra gli 800 e i 900 mila ammalati. Il Rapporto Mondiale Alzheimer 2018 evidenzia che: ‘’Ogni 3 secondi, nel mondo, una persona sviluppa una forma di demenza. A livello globale la demenza colpisce 47 milioni di persone. In Italia si stimano 1.241.000 casi’’.

Il nome della malattia viene da Alois Alzheimer, neurologo tedesco che per primo, nel 1907, ne descrisse i sintomi e gli aspetti neuropatologici. A seguito di un esame autoptico su una donna morta in seguito a una insolita malattia mentale, notò segni particolari nel tessuto cerebrale e mise in evidenza degli agglomerati, poi definiti placche amiloidi, e fasci di fibre neuro-fibrillari.

L’Alzheimer determina un lento e progressivo declino delle funzioni cognitive tra cui la memoria, la capacità di pensiero, di giudizio e di apprendimento. È molto raro prima dei 65 anni mentre è più frequente con l’avanzare dell’età. La percentuale di persone con malattia di Alzheimer aumenta con l’aumentare dell’età. L’esordio della malattia si verifica intorno ai 65 anni, sono rare le forme precoci mentre con l’avanzare dell’età il rischio di ammalarsi aumenta. Ecco le relative percentuali:

- Età compresa tra 65 e 74 anni: 3%

- Età compresa tra 75 e 84 anni: 17%

- Età pari o superiore a 85 anni: 32%

La malattia di Alzheimer colpisce più donne che uomini, probabilmente a causa della maggiore longevità delle donne.

5) Cosa succede nell'organismo a livello morfologico?

A livello macroscopico si osserva una riduzione della massa di tessuti e organi a livello corticale, con conseguente ingrandimento dei solchi parietali, più accentuato nei lobi frontali, temporali e parietali. Si caratterizza anche per la presenza di alterazioni microscopiche, dette placche senili extracellulari e ammassi neurofibrillari intracellulari, sulle quali si basa la diagnosi istologica. Con l’avanzare della malattia si verifica una grave perdita di neuroni con gliosi reattiva, nelle stesse sedi dove placche e ammassi neurofibrillari sono maggiori.

6) Diagnosi

La diagnosi della malattia è lunga e complessa, formata da numerosi passaggi tutti fondamentali per il raggiungimento di essa. Eccone un esempio:

  • Valutazione medica;
  • Esame dello stato mentale;
  • Analisi del sangue e diagnostica per immagini per escludere altre cause.

Il medico diagnostica solitamente la malattia di Alzheimer, a seguito di una già assodata diagnosi di demenza, sulla base di:

  • Sintomi, che vengono identificati facendo domande alla persona, ai familiari o agli assistenti;
  • Risultati di un esame obiettivo;
  • Risultati di un esame dello stato mentale;
  • Risultati di esami supplementari, come esami del sangue, TC o RMI;
  • Talvolta sono necessari esami più dettagliati (chiamati test neuropsicologici). Questo esame valuta tutte le principali aree relative alla funzione mentale, compreso l’umore;

 

7) I sintomi

L’Alzheimer viene definito come la “malattia delle quattro A”:

- AMNESIA, perdita significativa di memoria

- AFASIA, incapacità di formulare e comprendere i messaggi verbali

- AGNOSIA, incapacità di identificare correttamente gli stimoli, riconoscere persone, cose e luoghi

- APRASSIA, incapacità di compiere correttamente alcuni movimenti volontari anche attraverso l’impiego di oggetti, per esempio vestirsi”.

Nello specifico la malattia causa sintomi comuni agli altri tipi di demenze come perdita di memoria, problemi nel linguaggio, disturbi della personalità, disorientamento, problemi nelle normali attività quotidiane, comportamento distruttivo o inadatto.

8) Le fasi

Vediamo insieme quali sono le fasi degenerative della malattia e ciò che ne consegue:

Fase 1: Funzionalità normale, la persona non soffre di problemi di memoria. La visita effettuata presso un medico non mostra alcuna prova di sintomi di demenza.

Fase 2: Declino cognitivo molto lieve, è possibile che si tratti di normali cambiamenti legati all’età o dei primi segnali del morbo di Alzheimer

Fase 3: Declino cognitivo lieve, il morbo di Alzheimer in fase precoce può essere diagnosticato con questi sintomi in alcune, ma non in tutte le persone. Le difficoltà più comuni di cui alla fase 3 includono:

  • Evidenti difficoltà a trovare la parola o il nome giusto;
  • Problemi a ricordare i nomi quando vengono presentate nuove persone;
  • Difficoltà notevolmente maggiori nello svolgere dei compiti in contesti sociali o di lavoro;
  • Dimenticare cose appena lette;
  • Perdere o non trovare un oggetto di valore;
  • Aumento dei problemi di programmazione o organizzazione.

Fase 4: Declino cognitivo moderato. A questo punto, una visita medica accurata dovrebbe poter rilevare chiari sintomi in diversi ambiti:

  • Dimenticanza di recenti eventi;
  • Compromissione della capacità di eseguire calcoli aritmetici mentali impegnativi;
  • Maggiore difficoltà a svolgere compiti complessi, quali, ad esempio, la pianificazione della cena per gli ospiti, il pagamento delle bollette o la gestione delle finanze;
  • Dimenticanza della propria storia personale;
  • Carattere sempre più lunatico o riservato, soprattutto in occasione di situazioni socialmente o mentalmente impegnative.

Fase 5: Declino cognitivo moderatamente grave, le lacune nella memoria e nel pensare diventano evidenti, e le persone cominciano ad avere bisogno di aiuto per svolgere le attività quotidiane. In questa fase, chi è affetto dal morbo di Alzheimer potrebbe:

  • Non essere in grado di ricordare il proprio indirizzo o numero di telefono oppure la scuola superiore o l’università presso la quale si è laureato
  • Confondersi sul luogo in cui si trova o sul giorno attuale
  • Avere problemi con l’esecuzione di calcoli aritmetici mentali meno impegnativi
  • Avere bisogno di aiuto per scegliere un abbigliamento adeguato alla stagione o per l’occasione
  • Ricordare ancora particolari significativi su se stessi e la loro famiglia
  • Non necessitare ancora di assistenza per mangiare o andare in bagno.

Fase 6: Declino cognitivo grave, la memoria continua a peggiorare, possono aver luogo cambiamenti di personalità; le persone hanno bisogno di notevole aiuto per svolgere le attività quotidiane. In questa fase, tali individui potrebbero:

  • Perdere la consapevolezza delle esperienze più recenti e di ciò che li circonda;
  • Ricordare il proprio nome, ma avere difficoltà a ricordare la propria storia personale;
  • Distinguere i volti noti e non noti, ma avere difficoltà a ricordare il nome di un coniuge o di una persona che l’assiste;
  • Avere bisogno di aiuto per vestirsi correttamente e, in caso di mancato controllo, compiere errori, quali indossare il pigiama sopra i vestiti da giorno o indossare scarpe sul piede sbagliato;
  • Vivere l’esperienza di grandi cambiamenti nei modelli di sonno – dormire durante il giorno e diventare irrequieto di notte;
  • Avere bisogno di aiuto nel gestire certi dettagli dell’igiene personale (ad esempio, tirare lo sciacquone, pulirsi con la carta igienica o smaltirla correttamente);
  • Avere problemi sempre più frequenti nel controllare la vescica o l’intestino;
  • Vivere l’esperienza di notevoli cambiamenti di personalità e di comportamento, tra cui la sospettosità e le fissazioni oppure comportamenti incontrollabili o ripetitivi;
  • Tendere a vagare o perdersi.

Fase 7: Declino cognitivo molto grave, nella fase finale di questa malattia, la persona perde la capacità di rispondere al suo ambiente, di portare avanti una conversazione e, in seguito, di controllare i movimenti. L’individuo può ancora utilizzare parole o frasi. In questa fase, è necessario molto aiuto nella cura personale quotidiana, tra cui mangiare o andare in bagno. Possono andare perdute le capacità di sorridere, di sedersi senza supporto e di sorreggere la propria testa. I riflessi diventano anomali. I muscoli diventano rigidi. La deglutizione diventa compromessa.

 

 

Sitografia e fonti:

- sistema sviluppato da Barry Reisberg, M.D., direttore clinico del Dementia Research Center, Centro di Ricerca sull’Invecchiamento e la Demenza della New York University School of Medicine

https://www.osservatoriomalattierare.it/alzheimer/13992-malattia-di-alzheimer-presentato-il-rapporto-mondiale-2018

http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=76331

https://www.notiziariochimicofarmaceutico.it/2016/05/30/la-malattia-di-alzheimer/

https://www.alz.org/it/stadi-del-morbo-di-alzheimer.asp