Nutrizione

Come contrastare l'insorgenza e l'evoluzione della patologia di Alzheimer a tavola

Circa 50 milioni di persone nel mondo sono affette da demenza e nel 60-70% dei casi da malattia di Alzheimer. Non esiste al momento una terapia farmacologica risolutiva per cui risulta fondamentale concentrarsi su strategie preventive che interessano lo stile di vita. Oggi ci occuperemo dell’aspetto nutrizionale.

Come possiamo scegliere gli alimenti corretti per prevenire la malattia di Alzheimer? È possibile rallentarne l’insorgenza o la progressione?

Non esistono pozioni magiche o integratori alimentari miracolosi, possiamo però contrastare uno degli elementi centrali nello sviluppo della patologia: la neuroinfiammazione. Come?

Suddividiamo le strategie da adottare in 3 grandi gruppi:

  1. Assunzione di alimenti antiossidanti e antinfiammatori 
  2. Corretta gestione degli zuccheri semplici (zucchero, dolci, frutta) e complessi (pane, pasta, riso e altri cereali).
  3. Mantenimento dell’integrità della barriera intestinale e di un buon equilibrio del microbiota.

Questi accorgimenti sono utili a contrastare anche tutte le altre condizioni e patologie a carattere infiammatorio (sovrappeso, obesità, ipertensione, dislipidemia, aterosclerosi, diabete di tipo 2 e resistenza insulinica) che di fatto costituiscono di per sé dei fattori di rischio per malattia di Alzheimer.

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Cosa scelgo a colazione?

La colazione:

Chi ben comincia è a metà dell’opera! La colazione è uno dei 3 pasti principali e ci permette di iniziare la giornata con la giusta energia. La classica colazione all’italiano cornetto e cappuccino non è proprio la scelta ideale… Vediamo quali alternative abbiamo a disposizione per rendere questo pasto nutriente e al tempo stesso adatto a prevenire patologie metaboliche e a contrastare l’infiammazione nemica dell’Alzheimer.

  1. Cosa bere?
  2. Cosa mangiare?
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Cosa mangio per merenda?

Merenda e Spuntino: 

Se tra i pasti abbiamo un languorino possiamo cogliere l’occasione per introdurre cibi buoni per la nostra salute. Può essere anche una buona soluzione per non arrivare affamati al pasto successivo. Tuttavia se i pasti principali sono ben assemblati è possibile non sentirne la necessità. In base ai fabbisogni del singolo e ad eventuali altre condizioni di salute, il professionista della nutrizione saprà valutare la necessità di inserire questi pasti secondari e la loro composizione. 

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